25 novembre donne violenza sociale

Ho lavorato per oltre 10 anni applicando la Qualità ISO 9001 nel Sociale e sono felice di raccontare la mia esperienza di Consulente ISO 9001 nel Terzo settore per due motivi:

  1. le persone che operano nel Terzo settore sono sottovalutate (spesso perché volontari/e), mentre in realtà ciò che fanno è un vero e proprio lavoro;
  2. la Qualità, a mio avviso, è uno dei modi più efficaci per esaltare il valore dei servizi di queste organizzazioni.

E’ stato casualmente che ho iniziato a lavora nel Sociale ed è stata una vera sfida, ma l’ho vinta: ecco perché voglio condividere la mia esperienza e mettermi al servizio del Terzo settore.

Tutto è cominciato per caso

Mentre ero agli inizi, durante il periodo di tirocinio, fui spedita dal mio capo in un luogo di cui non sospettavo minimamente l’esistenza, secretato ai più e al quale potei accedere solo in quanto donna: un centro antiviolenza.

Il mio lavoro consisteva nel mantenimento del Sistema di gestione esistente: aggiornamento documenti, audit interni, interviste al personale, fino all’assistenza durante la visita dell’ente di certificazione.

Lavorai lì per alcuni mesi e lentamente mi accorsi che qualcosa dentro di me stava iniziando a cambiare:

  • giorno dopo giorno acquisivo consapevolezze nuove (il fenomeno e le conseguenze della violenza su donne e minori),
  • perfezionavo conoscenze che erano ancora teoriche (del resto, come ho detto, ero all’inizio della mia carriera),
  • affinavo competenze innate (mi è sempre piaciuto avere a che fare con le persone, in modo diretto).

La sfida da vincere

Così, una volta avviata la mia attività professionale, ho deciso di propormi come Consulente ISO 9001 al centro antiviolenza della mia città, per aiutare socie e volontarie a ottimizzare il lavoro quotidiano e gestire meglio tutte le attività.

Sarò onesta: soprattutto all’inizio, ho incontrato qualche difficoltà perché cercare di rendere visibile il valore dei servizi di un ente del Terzo settore attraverso la Qualità non è stato sempre facile.
Difatti la norma ISO 9001 è sempre stata appannaggio di imprese ed enti profit, per cui applicare la Qualità nel Sociale appariva una sfida ardua, dall’esito incerto.

Ho iniziato puntando a standardizzare il servizio di accoglienza delle donne vittime di violenza domestica, ma correvo il rischio di minimizzare una metodologia ampiamente diffusa in gran parte delle organizzazioni di quel tipo.
Del resto, parliamo di servizi che hanno al centro persone in carne e ossa, i loro sentimenti e le  storie di violenza domestica.

Ogni donna, infatti, è un caso a sé: ciascuna ha le sue esigenze (da tradurre in requisiti), non vi sono regole o schemi prestabiliti, ognuna ha il suo vissuto di dolore da affrontare e superare.

Ma oggi, dopo oltre 10 anni, posso dire con orgoglio di avere vinto la sfida!
L’organizzazione ha ottenuto la certificazione Qualità, il coinvolgimento delle operatrici è cresciuto nel tempo e, via via, abbiamo ampliato i servizi conformi alla ISO 9001: insomma, un risultato di cui vado davvero fiera.

La "mia" Qualità per il Sociale

Perciò voglio continuare a lavorare con le organizzazioni del Terzo settore e portare la Qualità nel Sociale, per:

  • fare emergere il valore del lavoro di associazioni e cooperative,
  • rendere giustizia agli sforzi delle persone che mettono quotidianamente il loro tempo a disposizione di altri,
  • semplificare la gestione delle attività che vengono svolte,
  • usare la mia esperienza per ottenere la certificazione ISO 9001!

Operi nel Sociale e desideri lavorare in modo più efficiente?

Vorresti ottenere la certificazione Qualità?

Scrivimi, posso aiutarti e sarò felice di mettere la mia esperienza al tuo servizio.

 

 

PS.

Hai letto del nuovo bando UE per progetti contro la violenza su donne e minori?

Ho lavorato per oltre 10 anni applicando la Qualità ISO 9001 nel Sociale e sono felice di raccontare la mia esperienza di Consulente ISO 9001 nel Terzo settore per due motivi:

  1. le persone che operano nel Terzo settore sono sottovalutate (spesso perché volontari/e), mentre in realtà ciò che fanno è un vero e proprio lavoro;
  2. la Qualità, a mio avviso, è uno dei modi più efficaci per esaltare il valore dei servizi di queste organizzazioni.

E’ stato casualmente che ho iniziato a lavorare nel Sociale ed è stata una vera sfida, ma l’ho vinta: ecco perché voglio condividere la mia esperienza e mettermi al servizio del Terzo settore.

Tutto è cominciato per caso

Mentre ero agli inizi, durante il periodo di tirocinio, fui spedita dal mio capo in un luogo di cui non sospettavo minimamente l’esistenza, secretato ai più e al quale potei accedere solo in quanto donna: un centro antiviolenza.

Il mio lavoro consisteva nel mantenimento del Sistema di gestione esistente: aggiornamento documenti, audit interni, interviste al personale, fino all’assistenza durante la visita dell’ente di certificazione.

Lavorai lì per alcuni mesi e lentamente mi accorsi che qualcosa dentro di me stava iniziando a cambiare:

  • giorno dopo giorno acquisivo consapevolezze nuove (il fenomeno e le conseguenze della violenza su donne e minori),
  • perfezionavo conoscenze che erano ancora teoriche (del resto, come ho detto, ero all’inizio della mia carriera),
  • affinavo competenze innate (mi è sempre piaciuto avere a che fare con le persone, in modo diretto).

La sfida da vincere

Così, una volta avviata la mia attività professionale, ho deciso di propormi come Consulente ISO 9001 al centro antiviolenza della mia città, per aiutare socie e volontarie a ottimizzare il lavoro quotidiano e gestire meglio tutte le attività.

Sarò onesta: soprattutto all’inizio, ho incontrato qualche difficoltà perché cercare di rendere visibile il valore dei servizi di un ente del Terzo settore attraverso la Qualità non è stato sempre facile.
Difatti la norma ISO 9001 è sempre stata appannaggio di imprese ed enti profit, per cui applicare la Qualità nel Sociale appariva una sfida ardua, dall’esito incerto.

Ho iniziato puntando a standardizzare il servizio di accoglienza delle donne vittime di violenza domestica, ma correvo il rischio di minimizzare una metodologia ampiamente diffusa in gran parte delle organizzazioni di quel tipo.
Del resto, parliamo di servizi che hanno al centro persone in carne e ossa, i loro sentimenti e le  storie di violenza domestica.

Ogni donna, infatti, è un caso a sé: ciascuna ha le sue esigenze (da tradurre in requisiti), non vi sono regole o schemi prestabiliti, ognuna ha il suo vissuto di dolore da affrontare e superare.

Ma oggi, dopo oltre 10 anni, posso dire con orgoglio di avere vinto la sfida!
L’organizzazione ha ottenuto la certificazione Qualità, il coinvolgimento delle operatrici è cresciuto nel tempo e, via via, abbiamo ampliato i servizi conformi alla ISO 9001: insomma, un risultato di cui vado davvero fiera.

La "mia" Qualità per il Sociale

Perciò voglio continuare a lavorare con le organizzazioni del Terzo settore e portare la Qualità nel Sociale, per:

  • fare emergere il valore del lavoro di associazioni e cooperative,
  • rendere giustizia agli sforzi delle persone che mettono quotidianamente il loro tempo a disposizione di altri,
  • semplificare la gestione delle attività che vengono svolte,
  • usare la mia esperienza per ottenere la certificazione ISO 9001!

 

Operi nel Sociale e desideri lavorare in modo più efficiente?

Vorresti ottenere la certificazione Qualità?

 

Scrivimi, posso aiutarti e sarò felice di mettere la mia esperienza al tuo servizio.

 

25 novembre donne violenza sociale

Ho lavorato per oltre 10 anni applicando la Qualità ISO 9001 nel Sociale e sono felice di raccontare la mia esperienza di Consulente ISO 9001 nel Terzo settore per due motivi:

  1. le persone che operano nel Terzo settore sono sottovalutate (spesso perché volontari/e), mentre in realtà ciò che fanno è un vero e proprio lavoro;
  2. la Qualità, a mio avviso, è uno dei modi più efficaci per esaltare il valore dei servizi di queste organizzazioni.

Ho iniziato casualmente a lavorare nel Sociale, è stata una vera sfida, ma l’ho vinta: ecco perché voglio condividerla e mettere la mia esperienza al servizio del Terzo settore.

Tutto è cominciato per caso

Mentre ero agli inizi, durante il periodo di tirocinio, fui spedita dal mio capo in un luogo di cui non sospettavo minimamente l’esistenza, secretato ai più e al quale potei accedere solo in quanto donna: un centro antiviolenza.

Il mio lavoro consisteva nel mantenimento del Sistema di gestione esistente: aggiornamento documenti, audit interni, interviste al personale, fino all’assistenza durante la visita dell’ente di certificazione.

Lavorai lì per alcuni mesi e lentamente mi accorsi che qualcosa dentro di me stava iniziando a cambiare:

  • giorno dopo giorno acquisivo consapevolezze nuove (il fenomeno e le conseguenze della violenza su donne e minori),
  • perfezionavo conoscenze che erano ancora teoriche (del resto, come ho detto, ero all’inizio della mia carriera),
  • affinavo competenze innate (mi è sempre piaciuto avere a che fare con le persone, in modo diretto).

La sfida da vincere

Così, una volta avviata la mia attività professionale, ho deciso di propormi come Consulente ISO 9001 al centro antiviolenza della mia città, per aiutare socie e volontarie a ottimizzare il lavoro quotidiano e gestire meglio tutte le attività.

Sarò onesta: soprattutto all’inizio, ho incontrato qualche difficoltà perché cercare di rendere visibile il valore dei servizi di un ente del Terzo settore attraverso la Qualità non è stato sempre facile.
Difatti la norma ISO 9001 è sempre stata appannaggio di imprese ed enti profit, per cui applicare la Qualità nel Sociale appariva una sfida ardua, dall’esito incerto.

Ho iniziato puntando a standardizzare il servizio di accoglienza delle donne vittime di violenza domestica, ma correvo il rischio di minimizzare una metodologia ampiamente diffusa in gran parte delle organizzazioni di quel tipo.
Del resto, parliamo di servizi che hanno al centro persone in carne e ossa, i loro sentimenti e le  storie di violenza domestica.

Ogni donna, infatti, è un caso a sé: ciascuna ha le sue esigenze (da tradurre in requisiti), non vi sono regole o schemi prestabiliti, ognuna ha il suo vissuto di dolore da affrontare e superare.

Ma oggi, dopo oltre 10 anni, posso dire con orgoglio di avere vinto la sfida!
L’organizzazione ha ottenuto la certificazione Qualità, il coinvolgimento delle operatrici è cresciuto nel tempo e, via via, abbiamo ampliato i servizi conformi alla ISO 9001: insomma, un risultato di cui vado davvero fiera.

La "mia" Qualità per il Sociale

Perciò voglio continuare a lavorare con le organizzazioni del Terzo settore e portare la Qualità nel Sociale, per:

  • fare emergere il valore del lavoro di associazioni e cooperative,
  • rendere giustizia agli sforzi delle persone che mettono quotidianamente il loro tempo a disposizione di altri,
  • semplificare la gestione delle attività che vengono svolte,
  • usare la mia esperienza per ottenere la certificazione ISO 9001!

 

Operi nel Sociale e desideri lavorare in modo più efficiente?

Vorresti ottenere la certificazione Qualità?

 

Scrivimi, posso aiutarti e sarò felice di mettere la mia esperienza al tuo servizio.