ditemi voi..

il blog personale di Luigi Mussardo che racconta fatti ed esterna i suoi pensieri

mercoledì, febbraio 08, 2006

Il ritorno_seconda parte..

Allora sei stato in India. Ti sei divertito?
No.
Ti sei annoiato?
Neppure.
Che ti è accaduto in India?
Ho fatto un'esperienza.
Quale esperienza?
L'esperienza dell'India.
E in che cosa consiste l'esperienza dell'India?
Consiste nel fare l'espeienza di ciò che è l'India.
E che cos'è l'India?
E come faccio a dirtelo? L'India è l'India.
Ma poniamo che io non sappia affatto che cos'è l'India.
Dimmi tu cos'è.
Neppure io so veramente che cos'è l'India. La sento, ecco tutto. Anche tu dovresti sentirla.
Cosa vuoi dire?
Voglio dire che dovresti sentire l'India come si sente, al buio, la presenza di qualcuno che non si vede, che tace, eppure c'è.
Non ti capisco.
Dovresti sentirla, laggiù, a oriente, al di là del Mediterraneo, dell'Asia minore, dell'Arabia, della Persia, dell'Afghanistan, laggiù, tra il Mare Arabico e l'Oceano Indiano, che c'è e ti aspetta.
Mi aspetta per che fare?
Per non fare nulla.
Ancora una volta non ti capisco.
O meglio, per non fare , assolutamente.
Va bene. Ma tu non mi hai ancora detto che cos'è l'India.
L'India è l'India.
Dimmelo in una formula, in una sentenza, in uno slogan.
Ebbene l'India è il contrario dell'Europa.
Ne so quanto prima. Bisognerebbe prima di tutto che tu mi dicessi che cos'è l'Europa.
Preferisco trovare uno slogan per l'India. Diciamo così, allora, che l'India è il paese della religione.
E questo sarebbe il contrario dell'Europa. Ma anche l'Europa è religiosa.
No, l'Europa non è religiosa.
Eppure le religioni pagane del Mediterraneo e dei paesi nordici, il Cattolicesimo, la Riforma...
Non importa. L'Europa non è religiosa.
Che cos'è l'Europa?
Se fossi un indiano, forse te lo saprei dire. come europeo mi riesce difficile.
allora immagina di essere un indiano.
Come indiano direi: l'Europa, quel continente dove l'uomo è convinto di esistere e di essere al centro del mondo, e il passato si chiama storia, e l'azione è preferita alla contemplazione; l'Europa dove si crede comunemente che la vita val la pena di essere vissuta e il soggetto e l'oggetto convivono in buona armonia, e due illusioni come la scienza e la politicasono prese sul serio e la realtà non nasconde niente, eppure, non per questo, è niente; l'Europa che cosa ha a che fare con la religione? [...]

Alberto Moravia - Un'idea dell'India, Aprile 1962

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lunedì, dicembre 26, 2005

cena di Natale, il ritorno..





Con la decisione nel cuore di tornare in India ho preso l'aereo.

Dopo 3 gg di preparativi e corse da un negozio all'altro x i regali di Natale. Un Natale che si è sentito davvero poco da queste parti. Tutta la preparazione cui siamo abituati, qui non c'è stata. Sia chiaro, la presenza di cristiani è forte anche qui, al contrario di quanto si possa pensare, ma potrei affermare che non c'è una religione nazionale ma una pacifica convivenza di più gruppi credenti, ognuno dei quali festeggia le proprie ricorrenze senza dare problemi agli altri.

Sta anche di fatto che il cristianesimo è un credo giovane rispetto alle loro tradizioni.

Il “cenone” del 24 dicembre è stato consumato in un risto bengalese .... una meraviglia culinaria!
Menù di riso, patate in salsa, lenticchie in salsa, cotoletta di pesce, gamberoni in salsa e qualcos'altro di cui non ricordo bene il nome e dessert con yogurt locale, molto dolce ma buono. Tutti piatti saporiti serviti in piatti e scodelle di terracotta ricoperte da una foglia di banano.

Dopo cena è iniziata la ricerca di un posto ove bere qualcosa, ma si è rivelata vana a causa dei prezzi troppo alti per le ultime rupie nelle nostre tasche. La decisione finale ha favorito il ritorno a casa per chiudere le valige con calma.

L'attesa non è durata molto perché alle 00.15 siamo scesi a cercare un taxi che ci portasse in aeroporto.

- Non so se dipenda dall'atmosfera notturna o dalla paura di fare tardi ma il tragitto sembra + lungo e diverso dal solito ma ne approfitto per dare un ultimo sguardo al posto che sto lasciando con la malinconia della fine di un viaggio durato sempre troppo poco. Il tachimetro oscilla tra 40 e 60 km/h, la macchina traballa e salta ad ogni buca nell'asfalto, il taxi-man sembra addormentarsi sul volante così ogni tanto gli ricordiamo di sbrigarsi. L'aria è fredda ed umida, passiamo tra le risaie. Guardo Stefania, alla mia sx dopo un mucchio di valigie, è alla fine del suo viaggio lungo oltre 3 mesi, chissà se nella mente avrà il vuoto o la confusione. Non le chiedo nulla, le accenno un sorriso.

Dopo un'ora e ½ di macchina finalmente raggiungiamo il Dum Dum Airport dopo aver dato indicazioni al tassista su quali strade prendere per non allungare oltre il tragitto.

C'è viavai di gente e gli uomini della British Airways ad accoglierci per scaricare le valigie e portarcele all'ingresso. Iniziano i primi controlli di passaporto e biglietto. Veniamo assaliti dalle zanzare. Dopo averne viste 6 o 7 in 2 settimane ci ritroviamo circondati alle 2 di notte. Ora ci voleva anche il rischio malaria!!

Al check-in ci fanno pagare ben 150 euro di sovrappeso per i bagagli a mano. Ma dico io, possibile che il limite sia di soli 6 kg da portare su in cabina per un volo intercontinentale?...
Fila lunghissima x la dogana dov'è presente un solo nastro a raggi x. Attesa snervante fino alle 4 tra freddo dell'AC e zanzare assatanate. Non vedo l'ora di salire sull'aereo per dormire e riscaldarmi un po' come all'andata sulla Royal Jordanian. Ma una volta dentro scopro che fa più freddo di prima e nonostante la copertina ed i calzini fornitici. Tanto per gradire ci ritroviamo circondati da famiglie con bimbi piccoli che piangono e tossiscono per tutte le 11h e 20 min di viaggio fino a Londra.

Ok. Appena partiti aspettiamo la colazione dato che sono quasi le 5 di mattina ed invece arriva niente di meno che una cena schifosa che poi non digerirò e sarò costretto ad espellere per vie orali e finalmente rilassarmi un po'. (evviva la British Air!!!!)

All'arrivo London Heathrow è sonnacchioso nella mattina natalizia ma ci accoglie in tutta la sua pulizia ed ordine. Siamo già a casa ormai, mancano solo 2h di volo e le famiglie trepidanti da accoglierci a Fiumicino. -

Tutto è ovattato, non capisco se il sogno sia il presente o il passato. Tutto scorre, scivola via, luoghi, sorrisi, abbracci. Posso rilassarmi ora? Oppure inizierò adesso a stressarmi?
Fa freddo ed il cielo è grigio. L'ultimo tepore è stato quello del tenue sole londinese mentre facevamo colazione con uova e pancetta, il mitico english-breakfast.

Guido, mi faccio portare dall'auto, è tutto silenzioso, morbido. Ripeto i gesti automatizzati dagli anni. Tra 2 settimane sarei pronto a ripartire x un altro viaggio, credo di essere vittima della sindrome del viaggiatore. Potrebbe sfociare in una vera e propria malattia, devo stare attento.


Aspetto le diapositive.

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venerdì, dicembre 23, 2005

Il giorno prima del ritorno..

Kolkata 23.12.05 - Consolato Italiano

Sono qui collegato dal pc del consolato... beh i miei pagano le tasse quindi se scrocco un po' la connessione del ministero degli affari esterni non se la prende nessuno vero?
In sottofondo musica da dancehall della cara monica.

Che dire, tra ieri ed oggi abbiamo girato per bazar - tipici centri comm. indiani dove trovi di tutto e dove i vari forniture shop italiani acquistano per pochi euro letti poltrone e mobilio in genere da rivendere a caro prezzo

- siamo un po' alle prese con le valige che non dovrebbero superare i 23 kg.... sta british se fa paga' e non ti lascia portare nulla.
Ieri sera cena a casa di una signora indiana, molto giovanile, che lavora al consolato ci ha preparato in casa dei cibi squisiti

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martedì, dicembre 20, 2005

Kali Temple

Kolkata sab. 17.12.2005

Un luogo in cui non e' possibile fotografare, da un'emozione intensa che ti pervade mentre il sacerdote che ti ha preso in custodia ripete delle strane parole, dei suoni enfatizzati dai gesti delle sue mani e le tue congiunte. Tanta, tantissima gente ammassata in piedi a far la fila in attesa di poter vedere la dea della potenza interiore, al di sopra di qualsiasi religione, e chiederle qualcosa e mostrarle devozione. Gente ammassata e scalza e noi come loro.
La foga e la concitazione, proprie di un momento come fosse unico nella vita con l'ansia e la foga di giungere alla visione.
Sembrano animali impazziti, bramosi di saziare la ame spirituale. L'estrema necessita' contrastava con la nessuna cura del luogo come se non ci fosse altro che il fine di "vedere" e tutto il resto non avesse importanza, come fosse un'inutile perdita di energie da concentrare invece nella preghiera e nella ripetizione.
E' nella ripetizione che si crea il mito ed io ho assistito di persona a tale processo millenario e che pare immutato nel tempo. Oltre 6000 anni riversati in un secondo davanti ai miei occhi, orecchie, naso e pelle.
Uno spettatore della storia.
D'accordo lo siamo tutti ogni giorno/minuto ma non in questo modo. Ho sentito peso e spessore del tempo trascorso.
Qui la gente non brama e si scanna per un pezzo di pane ma quasi lo fa per pregare stando in fila per ore per osservare in un batter d'occhio quella che ai nostri occhi e solo una pietra decorata. Legano, poi, dei sassolini ed appendono dei grossi anelli ai rami di un albero chiedendo fertilita' con un semplice gesto dal significato profondo e lontano che non posso certo io spiegare.

Ondate di gente a piedi nudi nella sporcizia.


Cio a cui forse avrei rinunciato volentieri e' accaduto.
Il sacrificio del capro espiatorio.

Questo di Kolkata e' l'unico tempio dove e' permessa ancora, ufficialmente, tale pratica.
Schiamazzi, urla e spintoni. Il corpo viene tirato per le zampe e la testa, sospeso su ceneri ed incenso fumante finche' l'ascia non fa il suo dovere.
Cade violentemente sul collo dividendo corpo e testa per sempre.
Scena orripilante dal sapore antico, letto sui libri.
Un rito primitivo come il sacrificio riporta noi occidentali, con cultura occidentale,alle letture della bibbia la domenica mattinaa messa. Noi giovani bimbetti come potevamo immaginare quanto crudo fosse un sacrificio? Quanta sofferenza quando vedi un essere perdere la propria vita. Il rigido tremore degli arti tenuti saldi da altri esseri. Il tremore nervoso che si scioglie e scivola via con il sangue si perde sulle ceneri fumanti e lascia slo il rimbombo del suono dell'ascia sul rigido osso...
Silenzio subaqueo, i rumore di una bolla d'aria sale in superficie e si ricongiunge all'atmosfera.
Riemergo anch'io, ancora urla, schiamazzi, gente in fila, campanelli che vengono suonati prima o dopo ogni preghiera, ora non ricordo bene le parole del sacerdote nel caos.
Stringo la borsa al petto e seguo il tipo. Tutto scivola intorno a me i suoni densi e sfumati si mescolano in uno solo. Il pavimetno e' umido ed appiccicoso, odore d'incenso, l'aria caldae poco respirabile.
Ritorniamo al luogo dove avevamo lasciato le scarpe, le prendo e cerco l'uscita che si rivela tale solo dopo aver attraversato un corridoio coperto fatto di bancarelle come un intestino che assorbe le ultime energie rimaste. Sono fuori.
L'edificio a fianco e' l'ospedale di Madre Teresa dove i moribondi trovano un ultimo ricovero prima i lasciarci. Ci affacciamo alla porta e sono tutti li sulle loro brandine verdi. Le "sorelle" munite di mascherina si affaccendano dando loro un pasto caldo e ci invitano ad entrare ma in verita non ce la sentiamo, stiamo un po' sulla porta con lo sguardo assente ed usciamo.
Un sospiro sotto il sole tropicale a pochi km dal mare... il pugno allo stomaco e' arrivato.

Torniamo a casa.

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lunedì, dicembre 19, 2005


16.12.05 Kolkata - Consolato Italiano ore 15:38 Sono qui al consolato italiano aspettando che Stefania finisca di lavorare.
Le foto della passeggiata di oggi non ci sono xche' non avevo la digitale quindi le vedrete una volta sviluppate. Ieri venendo qui, come di consueto verso le 17 ho incontrato per strada, un matrimonio al quale non era possibile assistere perche' di alto rango se non invitati e dato che c'era molta polizia all'ingresso.
Ho fotografato l'acqua sgorgante dai marciapiedi del post precedente.
L'attenzione veniva attirata dalla musica sparata dagli altoparlanti nella porzione di strada circostante. All'esterno dell'edificio si era creato un folto gruppo di curiosi ad attendere gli sposi all'uscita.

La sfilata in macchina era capeggiata da una jeep con due uomini armati di fucile (che nell'attesa mi han chiesto di essere fotografati) ed il cameraman, a seguire gli sposi in mercedes nuova fiammante e poi gli invitati. Le donne erano vestite di tutto punto con vestiti coloratissimi e decoratissimi e dei gioielli splendidi, ma sono riuscito a fotografarne una sola.. ed anche mossa. Hanno scoppiato anche dei botti.



La passeggiata e' proseguita e non lontano da li, ad un incrocio s'incontra un piccolissimo tempio dedicato a Lord Shiva (o Siva come dicono alcuni) e sul marciapiede opposto un gruppo di uomini (una donna non si ferma per strada) pregavano cantando seduti su alcune stuoie. Sono rimasto distante nel timore di disturbare quando invece uno di loro, senza interrompere il canto, mi ha chiamato e chiesto di scattare alcune foto e sorridendo come un bambino davanti al lecca-lecca non ho esitato.
Tutti seduti sui teli e riuniti attorno ad un libro, rallegrati della mia presenza e dell'interese dimostrato mi hanno accolto con gioia alzando la voce, battendo forte le mani e ripetendo sempre la stessa melodia e, credo, le stesse parole.
Chi tanto odia le multinazionali deve sapere che qui l'unica acqua potabile e' fornita dalla Coca-cola e dalla pepsi e dalla Bisleri un vecchio marchio italiano. Il banco frigo dei supermercati e' colmo di prodotti nesle'...Pensando male si potrebbe ipotizzare che possiedano il monopolio e che non permettano l'ingreso di altre aziende di produzione.


Ma potrebbe anche darsi che essendo molto potenti siano le uniche a permetteri un mercato del genere in luoghi un po' "ostili".Il risvolto della medaglia, quello positivo e' la posibilita di disporre di prodotti garantiti qualitativamente x lo meno secondo i nostri standard.Forse un bene solo perche' asicura la presenza di turisti? Non credo....
Monica che contratta con un tailor - sarto - come deve essere cucita la giacca.
Taximan in pausa

Foto di un tassista che mi ha chiesto di spedirgli una copia x email.. allora io tutto fomentato gli faccio scrivere l'indirizzo sulla mia agendina ma lui mi lascia l'indirizzo fisico di Kolkata... sigh!
...ditemi voi

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mercoledì, dicembre 14, 2005

il primo contatto..





14.12.05 - ore 13.52

Non saprei effettivamente da dove iniziare, se dalla donna che lava i suoi panni in una pozzanghera o dall'uomo riscio che lava se stesso in una pozza d'acqua sgorgante da un buco nel marciapiede e proveniente da chissa dove.. Qui ci si lava i denti con la bottiglia in mano e se stessi da un rubinetto fisso a 90 cm da terra. Il senso di marcia e' a sx ed il primo che s'infila ha la precedenza. Devi chiedere 2 o 3 volte al tassista se ha capito dove andare e se ha idea di come ci si arrivi. Mi ritrovo sempre a scacciare le zanzare anche quando non ce ne sono.Oggi, invece un motorino mi e' venuto addosso e per poco non mi saliva sopra. Ho preso anche l'autobus ritrovandomi stipato non diversamente da come ci si trova a Roma in effetti e senza pagare il biglietto!!
Oggi il giorno piu emozionante.

Non per il fatto che mi sia ferito con del filo spinato arrugginito ed impolverato dal traffico incessante dell'Hogwli Bridge (lascero' a giorni il mio testamento dato che non sono coperto al 100% contro il tetano) ma per lo splendido sorriso di questi bambini, cosi' solare ed ampio e lo sguardo profondo alla vista di qualcuno cosi’ alieno per loro - piu' alto dei loro genitori bianco e pelato! - distante. L'ingenua richiesta di farsi fotografare urlando e schiamazzando nell’attirare la mia attenzione e quella di tutti i presenti e l'emozione al rivedersi subito dopo nel display della digitale, con gli occhi che si spalancano x la sorpresa. In pochi istanti sono diventato l’attrazione locale e si e’ formato un nugolo di gente davanti a me. Avrei dovuto fotografarli al momento di rivedersi erano stupendi.Dopo averli salutati una ragazza, giunta in ritardo, mi chiede a sua volta di essere ripresa ed il suo sguardo cattura l'anima e regala un po' della sua.
Ero emozionatissimo e tutt'ora lo sono.. ora qui solo in casa, davanti al mio riso, che mangio, scrivo e piango, piango incessantemente come uno scemo (sto lavando i pantaloni) x l'emozione intensa che mi e’ stata regalata o che forse ho rubato a quei bambini...

Un saluto forte da Kolkata.

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